Diario, santiago di compostela, viaggi con bambini

Gli insegnamenti del Cammino

IL MAL DI CAMMINO si fa sentire ogni giorno, in maniera costante. Quel percorso che ha profondamente cambiato ogni mia ragione; pensiero ed azione.

“Chi torna da un viaggio non è la stessa persona che è partita” e non esiste frase più vera.

Ho compreso tanto. Il cammino mi ha aperto gli occh su ciò che prima avevo perso di vista.

Per alleviare la mancanza dal cammino ho bisogno di ricordare spesso gli insegnamenti che mi ha lasciato.

Uno su tutti:

NON GIUDICARE.

Nessuno se non noi stessi, conosciamo le ragioni delle azioni che abbiamo compiuto.

Ogni persona è l’unica ad aver indossato le proprie scarpe ed aver percorso il cammino (della vita).

Scegliendo se correre o procedere lentamente. Se saltellare o fermarsi ad ogni tratto. Sicuramente però scegliendo l’andatura più giusta per noi stessi.

Non possiamo sapere o conoscere le ragioni che hanno spinto gli altri ad affrontare il cammino in quel verso. Possiamo solo essere gentili e non giudicare i passi degli altri solo perché differenti dai nostri.

IL POTERE CHE ABBIAMO DENTRO

La mente è tutto.

Nel cammino è vitale. Se ti convinci che non ce la farai, puoi star certo che sarà così!

Ma se ti metti in cammino con buone prospettive, positivo e sicuro delle tue capacità: arriverai dove vorrai. Anche con i dolori alle spalle e con le vesciche ai piedi.

LA POTENZA DELLA COLLETTIVITÀ

Sul cammino non sei mai solo. Ovunque tu sia, troverai qualcuno capace di darti una mano o semplicemente donarti un sorriso o un saluto.

Perché si è tutti li per la stessa ragione. Senza distinzione di sesso, religione o nazionalità.

LA CONDIVISIONE

Il cibo, le scarpe, le camere, i pensieri. Ciò che è tuo è anche di chi nel cammino ne ha bisogno.

Ho scordato la parola egoismo ed ho lasciato spazio ai bisogno degli altri… prima dei miei.

L’ACCETTAZIONE

Verso gli altri, verso i pensieri differenti dai propri e verso ciò che non si può cambiare.

Spesso ci si fossilizza su una convinzione o nel voler a tutti i costi che le cose vadano come le abbiamo immaginate. Accettare di aver sbagliato le considerazioni, o i progetti è un grande passo verso la serenità.

LASCIAR ANDARE

che in parte è il punto successivo all’accettazione. Una volta compreso che alcune cose non potremmo mai modificarle, per quanto ci impegniamo o per quanto lo desideriamo; dobbiamo lasciare che le vicende, o i rapporti abbiamo il proprio corso. Non trattenere nulla, perché spesso è quel che lasciamo andare che ci libera le ali per poter volare.

LE COSE FONDAMENTALI STANNO DENTRO UNO ZAINO DA 7 kg

L’era del consumismo non appoggia questa idea, ma le nostre vite sono identiche ai nostri armadi o alle nostre case: piene di tutto, ma con nulla che sia fondamentale.

Il cammino insegna che non ci serve altro se non l’essenziale.

AMARE SE STESSI

Questa è stata la scoperta più vera del mio cammino.

La sensazione di onnipotenza,soddisfazione ed orgoglio una volta arrivati a Plaza Obradorio è un segno di tenacia e forza scolpite sulla nostra anima.

Ci si scopre passo dopo passo. La solitudine costringe ad esaminarsi interiormente e spesso si incontra una persona nascosta dentro di noi, molto più bella di quel che credevamo.

Il cammino insegna ad amarsi, nonostante il “NONOSTANTE TUTTO”.

Il cammino è un po’ come una chiamata.

Se vieni chiamato non puoi far altro che organizzare la tua vita e partire.

Quello che avrete in cambio da questo viaggio sarà inestimabile; parola di una pellegrina che attende il suo prossimo cammino.

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